La Rabbia del Riscatto






Un modesto pensiero per le Nuove Generazioni, tutte figlie nostre. Durante gli incontri coi Lettori mi soffermo sulle mie origini, umili: figlia di contadini, nipote di pastori. Ciò che per qualcuno è dettaglio da omettere per ‘vergogna’ o virtù (ognuno qualifica in base al pregiudizio che lo muove), per me rappresenta orgoglio. Mio padre mi ha cresciuta raccomandandomi di “...Stare attenta agli sbagli, perché un povero paga sempre, anche per i ricchi”. Allora ridevo, ma il vecchio saggio aveva ragione.
La Vita, maledetta e amata, mi ha insegnato che la Natura, per buona sorte, assesta i suoi omaggi: noi, nati e cresciuti indigenti, siamo armati di una tale rabbia del riscatto che fa paura, che genera invidia persino, soprattutto tra quanti avvezzi all’uso di scorciatoie illecite. E’ la rabbia che senza Se e senza Ma ti fa saltare le staccionate e le gambe ti si fanno ali o pinne. Ma è importante conoscere i nostri limiti; conoscerCi.
La maturità e l'esperienza insegnano, amici miei, che la rabbia del riscatto va dosata; è ingrediente fondamentale che deve accompagnare ed essere accompagnato: va equilibrata come il buon talento che nasce con te e non s’inventa, comunque obbligato a pascere con la tecnica o verrà lecitamente mortificato da tempo ed eventi. Ché un dono prezioso va curato, appunto.
E di qualsiasi dono si parli: che sia fare di conto o cantare o far volare aquiloni. Del resto ognuno di noi è fornito di un talento; l’essenziale sta nel riconoscerlo e liberarlo.
Che rappresenti la forza per scavalcare la staccionata impostaci ma che resti lontano dall’ ambizione che immaturità e insicurezza portano. Quindi armato del coraggio di divenire non la sterile forza dell’Uno, ma dei bisognosi di sostegno:
perché la Conoscenza rappresenta la più valida corazza per un futuro incerto.
Buona giornata, ragazzi.





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