Sciopero per fame uguale manganello? Piena solidarietà agli Amici del Movimento Pastori Sardi





Sardegna e non solo turismo VIP: la situazione economico sociale della mia isola è tragica, nonostante la dignità che, da sempre, accompagna la Popolazione. Diversi Sindaci del Sulcis, ritenuta Zona più povera d'Italia, sono costretti a muoversi con la scorta. Negli ultimi anni colpisce pure l’occhio inesperto l’aumento poderoso dei suicidi e della violenza nell'isola, intere famiglie in fila alle mense Caritas. Le origini del degrado favorito da certa ignoranza imposta, ovviamente, vanno ricercate nella Storia, nella mala politica, nell’obbligata ed in parte mancata colonizzazione di una Terra ritenuta ricca fonte di ricavo per gli invasori, attualmente sterile meta turistica dove proprio la parte più ambita dalla Massa, quella Costa Smeralda, è definita dai sardi non più sarda.
Ieri hanno marciato attraverso Cagliari per i loro diritti come un fiume in piena; e sono sempre stati Loro i veri Re della mia isola. Oltre tremila manifestanti hanno dimostrato contro la profonda crisi del Settore per la mobilitazione organizzata dal Movimento Pastori Sardi. Il corteo è giunto davanti al Consiglio regionale, oscenamente transennato e circondato dalla forze dell'ordine; eppure, è risaputo, chi non teme non necessita di ‘protezione’. I dimostranti sono stati manganellati a sangue; oramai divenuta una prassi: sciopero uguale manganello, ché uno dei diritti costituzionali, teoricamente parte di ogni Cittadino italiano, merita di venire schiacciato, pare, con la violenza. Popolo che ha fame e domanda pane viene fatto picchiare mentre piange i suoi diritti. Vergogna.
Pastori, ma anche contadini e artigiani, studenti, Sindaci con fascia tricolore. Riguardo alle risorse stanziate ieri dal Consiglio regionale, il portavoce del Movimento ha dichiarato: "Ci interessa piuttosto sapere se domani le nostre pecore potranno avere cibo... Se potranno vivere.Occorrono interventi strutturali nella prospettiva, e immediati per poter operare".
Fondamentali, dunque, decisioni politiche tempestive, estreme persino.
Piena, profonda solidarietà agli Amici del Movimento Pastori Sardi- MPS: che la loro richiesta di attenzione non passi ancora una volta inosservata; questa isola sopravvive anche grazie al loro profondo, serio impegno da sempre sottovalutato, addirittura deriso, non retribuito degnamente.
Tutti Noi sardi siamo Loro, Loro sono in Noi.




Commenti

  1. Comprendo quanto possa risultare paradossale, ad occhio disinteressato, il dover domandare a Terzi di usufruire di qualcosa che è già nostro. Del resto e per fortuna, noi sardi siamo persone pensanti: si fa di tutto, prima, come in effetti stiamo facendo (specchio d’Italia al collasso), per evitare una guerra interna contro uno Stato assente, che servirebbe soltanto ad aggiungere sangue allo storicamente già versato dalla mala politica.
    La Questione Meridionale, sorta con l’invasione del Regno delle Due Sicilie da parte dell’esercito piemontese, ha avuto come sgradevole antenato ‘la Questione Sarda’. Anche qui si trattò di estirpare il ‘banditismo’ (nell’ex Regno delle Due Sicilie ‘brigantaggio’), che è un poco come quello descritto come ‘terrorismo’ dell’oggi: con un pretesto e l’altro (a scala internazionale, di norma, la principale scusante resta il petrolio) si vuole invadere per depredarlo un Paese che non è proprio. La popolazione giustamente si ribella (Chi sei Tu, per venire in casa mia a rubare?) e, cosa più curiosa tra tutte, viene tacciata come ‘terrorista’, ‘briganti’ o ‘banditi’. “La vera istoria (dei sardi, N.d.A.) racconterà le scellerate fucilazioni; le condanne di vecchi e innocenti uomini alle galere; gli spami delle famiglie per i solo cari mandati in esilio per ingiusti sospetti; gli schiaffi e le battiture di detenuti carichi di ferro in mezzo a’ birri; il bastone, di costume barbaro, applicato alle spalle dei testimoni…” (Duca di Maddaloni, 1861).E’ il 1700, quando i Savoia ottengono l’isola tramite trattato internazionale e la saccheggiano ferocemente; ogni rivolta viene soffocata nel sangue. La disistima dei sabaudi per gli isolani era tale che tendevano a impedire i matrimoni “misti”, ritenevano i sardi “nemici della fatica, feroci e dediti al vizio”. Nel 1864, in occasione dell’ennesimo inasprimento di tasse imposto, metà della somma rastrellata in tutto il Paese fu sottratta ai soli sardi. La scia di razzismo e pregiudizio che accompagna noi sardi viene da lontano: per Cicerone, i sardi erano per natura “ladruncoli, inaffidabili e disonesti”, in quanto ‘africani’. Il giornalista Augusto Guerriero (Ricciardetto), scrisse che i barbaricini bisognava “trattarli” con gas asfissianti;
    nel 2016, il procuratore di Cagliari, nell’inaugurare l’anno giudiziario, parlava di “istinto predatorio (tipico della mentalità barbaricina)”.
    Se interessato consiglio, per approfondimenti a Tema, “Letteratura e civiltà della Sardegna” di F.Casula, e l’interessante articolo di Pino Aprile, pubblicato su L’Ultima Voce del 11 luglio 2017: “Carlo Felice e i tiranni sabaudi”.
    Ancora tanto, troppo da dire e scrivere ma non è certamente questo il luogo dove farlo, quanto in quelle piazze da sempre appartenute al Popolo, testimoni di sacrifici e prevaricazioni come di vittorie storiche.
    Ora le nuove e lecite, che auspico alle mie Genti. Che comunque mi vedranno, come già mi vedono e come è giusto che sia, al loro fianco.

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